Manifesto ideologico

Ricostruzione Nazionale nasce da un’esigenza e da una consapevolezza: l’esigenza di dare una risposta politica all’agenda mondialista, la consapevolezza che è in atto, ormai da decenni, una vera e propria guerra che ha portato alla distruzione dei fondamenti della civiltà occidentale.

Sulle macerie lasciate dalla devastazione liberale è compito di ognuno di noi ricostruire.

Una ricostruzione nazionale che si opponga e vada in senso contrario all’ideale dell’oligarchia finanziaria transnazionale. Quest’ultima, attraverso la teorizzazione di un Grande Reset, del transumanesimo, della scientocrazia, della tecnocrazia e grazie al rafforzamento senza precedenti della sorveglianza e del controllo, sta costruendo il suo mondo distopico, fatto di esseri umani fabbricati in serie, individui apolitici, apolidi ed asociali che si muovono in una società oleosa che ne ostacola ogni relazione.

Questo impoverimento identitario è stato progettato e portato avanti pervicacemente, di pari passo e contemporaneamente alla depauperizzazione economica, sociale e politica.

Ricostruzione Nazionale emerge dall’impegno di quanti hanno deciso di reagire attraverso un atto politico preciso: manifestarsi, opporsi a questo regime terapeutico finalizzato al controllo sociale. Siamo consci che solo dalla lotta possano emergere un’autentica opposizione ed un reale riscatto per una comunità, il Popolo Italiano, ormai ostaggio di élite sovrannazionali che hanno occupato le istituzioni svuotandole di ogni contenuto politico e riducendole a mera finzione democratica.

Queste metastasi non avrebbero potuto proliferare se non con la complicità dei “nostri” parlamentari che quindi sono sistemici, organici e funzionali a questa dittatura e sono per ciò stesso il nostro nemico: nessuna concessione, nessuna apertura a chi ha contribuito, per viltà, per calcoli opportunistici o per obbedienza servile, alla distruzione del nostro paese.

Le formazioni politiche che, in questo momento storico, pretendono e millantano di ricoprire  una funzione di rappresentanza parlamentare sono dei meri contenitori di consenso che inscenano una falsa dialettica fatta esclusivamente di istanze prepolitiche: dalla lotta alla cosiddetta “corruzione” (in realtà semplice stigmatizzazione verbale), all’indipendenza della Padania (ora declinata nella forma del regionalismo differenziato), o alle tenzoni posticce sull’immigrazione, sulla moltiplicazione dei generi o sul vangelo secondo Greta, tutte superate dallo stato di eccezione pandemico (che ha preso il posto di quello economico e sarà sostituito da quello climatico).

È sempre stato interesse delle classi dominanti, quelle che detengono la primazia nei rapporti di forza, diluire e smussare il conflitto politico reale, e una delle tecniche principali impiegate a questo scopo è stata quella di costruire sovrastrutture culturali e ideologiche. Una delle più importanti tra queste è la costituzione del quadro “ideologico” del liberalismo; un’ideologia la cui caratteristica principale è quella di non essere ideologica.

Muove da qui l’interesse a distruggere ogni ideologia e di conseguenza la Politica, che è l’unica arma nelle mani dei cittadini per opporsi all’amministrazione tecnica portata avanti dai meri esecutori degli interessi della finanza sovrannazionale di cui l’Unione Europea è solo un tramite.

Ciò che ci troviamo di fronte oggi sta assumendo l’aspetto di un vero e proprio “passaggio di civiltà”… ma la storia non è finita!

La storia si costruisce anche rifiutando i dogmi che cercano di imporci: mondializzazione, socialmente corretto, scientismo, massificazione, individualismo, virtualizzazione del reale, teoria gender, isolamento, impoverimento culturale e materiale… fino ad arrivare alla medicalizzazione del dissenso ed all’induzione medicalizzata del consenso.

Ricostruzione Nazionale rappresenta il punto di convergenza di differenti forze e organizzazioni che, attraverso percorsi ideologici diversi, hanno deciso di unirsi per contrastare il nemico comune, per riaffermare il concetto di Nazione, di sovranità come unica via d’uscita dalla barbarie economica, culturale, sociale e politica.

Il nostro è un ideale di appartenenza ad una comunità che rimette la Politica al centro della vita sociale ed istituzionale, una Politica che non sia serva né dell’economia, né della scienza, né della tecnica ma, al contrario, che le trasformi in utili strumenti per migliorare le condizioni di vita del popolo: l’opposto di quanto fatto fino ad ora dai governi tecnici, o fintamente politici, che si sono succeduti.

Mai come oggi c’è bisogno di unione, coesione e convergenza delle parti sane del paese, di coloro che della lotta sono stati artefici e nella lotta si sono riconosciuti ed incontrati, per creare e dare linfa vitale ad una reale opposizione che muova dalla precisa esigenza di ricostruzione, tenendo lontani parassiti e falsi profeti in cerca di visibilità, la cui azione è finalizzata a creare vuoti contenitori di dissenso.

La quasi totalità delle risposte “politiche” che cercano faticosamente di farsi strada tendono, perlopiù, a mostrarsi superficiali e velleitarie: da un lato abbracciano demagogiche istanze prepolitiche e dall’altro appaiono come spenti afflati nostalgici che hanno il sapore ammuffito e stantio di pii desideri di un ritorno ad un idealizzato ed arcadico passato. 

In questa fase della storia è fondamentale pertanto chiarire con precisione ciò che vogliamo, perché lo vogliamo e ciò che è necessario fare.

Siamo convinti che da qui si debba partire, per costruire una forza politica che sappia rappresentare una popolazione privata orma dei fondamentali diritti, e non l’ennesima finzione cosmetica, come le innumerevoli che sono sorte negli ultimi decenni.

Non basta “dare una mano d’intonaco” ad un sistema le cui strutture portanti sono ridotte a macerie, è necessario ricostruirlo dalle fondamenta; se è bene evitare la fretta, che porta sempre ad azioni spericolate e pericolose, è bene, altresì evitare di indugiare troppo nell’indecisa attesa del “che fare”.

Vogliamo ricostruire una comunità di cittadini che sia parte attiva del destino della Nazione, superando l’attuale sistema che vede gli esseri umani come meri fattori economici, ovvero produttori e consumatori.

I diritti individuali (habeas corpus), politici e civili, ancorché inviolabili, sono inscindibili dall’appartenenza del cittadino alla Comunità. Dobbiamo dunque riscattare la nostra identità di Popolo, ricreare la coesione sociale e promuovere la partecipazione dell’individuo alla Comunità Nazionale.

Ricostruzione Nazionale è una comunità militante che unisce una solida teoria politica ad una prassi altrettanto solida.

Dalla protesta alla proposta attraverso l’azione e la formazione.